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50mila pazienti psichiatrici morti per cause evitabili, per mancata prevenzione e inefficienza dei servizi di salute mentale

Io riporto i risultati dello studio, francamente mi sembrano eccessivi e mi astengo da ogni valutazione per non aver conoscenza diretta dei singoli casi; ad ogni buon conto pubblico i risultati di questa indagine della quale risponderanno gli autori, se sarà necessario. Sulla base di uno studio del centro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la Psichiatria dell'Università di Verona, il numero di decessi osservati per cause considerate evitabili da parte della Comunità Europea è stato quattro volte superiore all'atteso, su un periodo di osservazione di 20 anni. In un solo anno muoiono 80.000 pazienti per mancata prevenzione, secondo lo "Studio Prometeo" di cui 2.500 sono pazienti psichiatrici. Ogni anno muoiono per suicidio in Italia quasi 4.000 persone (nel 90% dei casi il suicidio è correlato a malattie mentali), più degli incidenti stradali. Oltre 25.000 pazienti psichiatrici sono reclusi in carcere. Questo il quadro sconfortante dell'assistenza psichiatrica in Italia". In questo articolo riportiamo un riassunto di una recente Ricerca sulle morti evitabili in psichiatria nell'area della città di Verona, riconosciuta dall'OMS come riferimento positivo nell'assitenza psichiatrica di comunità a livello mondiale. L'indice standardizzato di mortalità (SMR) ricavato da una popolazione di 75.000 abitanti, è stato rapportato alla popolazione italiana; il risultato di 51.000 morti evitabili in 20 anni è dunque arrotondato per difetto. Obiettivo dello studio: verificare l'esistenza di un eccesso di morti evitabili tra i pazienti psichiatrici in una zona con un sistema di cura basato sull'assistenza territoriale (Verona), per individuare i fattori predittivi di rischio più elevato di mortalità evitabile e per fornire alcune possibili indicazioni per ridurre le morti evitabili nei moderni servizi psichiatrici. Metodo: Tutti i pazienti con diagnosi psichiatriche, che vivono in un bacino di utenza di circa 75.000 abitanti che hanno cercato cure negli anni tra il 1982 e il 2001, sono stati inclusi nello studio; si tratta di 6.956 pazienti. Mortalità e cause di morte sono stati determinati mediante procedure di collegamento con le altre banche dati sanitarie locali. Gli indici comparativi di mortalità (SMRs) sono stati calcolati per ogni causa di morte evitabile. Risultati: Il numero di decessi osservati per quelle cause considerate evitabili da parte della Comunità Europea è stato quattro volte superiore all'atteso (P <0,01). Il tasso standardizzato di mortalità è stato più elevato per le morti evitabili con adeguate politiche di promozione della salute che per quelli prevenibili con appropriata assistenza sanitaria. I pazienti psichiatrici giovani, alcolisti, e tossicodipendenti sono quelli a più alto rischio di morti evitabili. Conclusione: Questi risultati rappresentano un appello urgente per l'attuazione di programmi di promozione della salute e di prevenzione mirati ai pazienti psichiatrici. Inoltre, i servizi di salute mentale dovrebbero migliorare la capacità di gestire i problemi di salute medici dei loro pazienti psichiatrici. Fonte: Amaddeo F, Barbui C, Perini G, Biggeri A, Tansella M.; "Avoidable mortality of psychiatric patients in an area with a community-based system of mental health care"; Acta Psychiatr Scand 2007: 115: 320-325

mortalità evitabile in psichiatria

I dati riportati dall'articolo citato (di cui sono co-autore) non sono eccessivi. Al contrario sono confermati da buona parte della letteratura sull'argomento. Si riferiscono all'area di Verona Sud, in cui opera il Servizio Psichiatrico Territoriale gestito dall'Università degli Studi di Verona. Tale studio utilizza metodi epidemiologici rigorosissimi. E' stato effettuato su migliaia di casi, e su un numero elevatissimo (quasi 100.000) di anni persona, le unità statistiche utilizzate negli studi di mortalità. Per questo motivo non ha molto senso parlare di "singoli casi", ma semmai di "popolazioni". Tengo a sottolineare che la lista di morti evitabili della Comunità Europea cui fa riferimento il lavoro comprende quasi esclusivamente cause di morte naturale (solo gli incidenti stradali, tra le morti violente, sono considerati indicatori di deficit di prevenzione primaria). Per morte evitabile si intende una morte che, allo stato attuale delle conoscenze mediche, può essere evitata con l'applicazione corretta delle terapie mediche o con un corretto programma di prevenzione primaria o di screening. Tra queste cause di morte figura, per esempio, la cirrosi epatica (evitabile con la vaccinazione anti HBV, con le campagne informative contro l'alcoolismo, ecc.), il linfoma di Hodgkin (ma solo tra i 5 e i 65 anni), il tetano, ed altre. L'infarto al miocardio e il suicidio, ad esempio, non figurano in tale lista e perciò non possono essere considerate evitabili, il che significa che, allo stato attuale delle conoscenze, non esistono procedure preventive o terapeutiche così efficaci nel prevenire sicuramente la morte per queste cause.

Dott. Giovanni Perini
Medico Psichiatra

 
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