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Ci sono delle non persone?

"Firenze, 31 ott. (Adnkronos) - "I feti, i neonati, gli infanti, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, cioè senza speranza, costituiscono esempi di non persone umane. Tali entità fanno parte della specie umana, ma non sono persone". L'affermazione arriva da Gianfranco Vazzoler pediatra e componente della Consulta di bioetica di Pordenone che lo ha scritto nero su bianco nella sua relazione al convegno su 'Le sfide della neonatologia alla bioetica e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze' all''ospedale Meyer.

Per Vazzoler, infatti, "il neonato non è una persona, perché persona è chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità". Parlando di rianimazione dei prematuri, "alcuni neonati sono neurologicamente e fisicamente così compromessi - ha aggiunto il bioeticista - da essere impossibilitati irreversibilmente ad acquisire il loro potenziale di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la vita".

Una tesi duramente contestata da Gianpaolo Donzelli, ordinario di neonatologia all'università di Firenze secondo il quale quelle di Vazzoler sono affermazioni "senza alcun fondamento scientifico ed etico". "Vazzoler - dice Donzelli all'ADNKRONOS SALUTE - parla esclusivamente a titolo personale. E le sue parole non hanno a che fare né con l'ospedale Meyer di Firenze, né con la città che ospita il convegno. Ma soprattutto non hanno alcun significato per la neonatologia italiana e neppure internazionale".

Al contrario, sostiene il neonatologo, "si tratta di affermazioni che rappresentano soltanto il segno della liberalità e della 'agorà' di pensiero presenti al convegno, dove tutti hanno possibilità di esprimersi. Ma, proprio in nome di questa stessa libertà - prosegue Donzelli - una volta ascoltato e compreso ciò che ognuno dice si può benissimo prendere le distanze". Il neonatologo dell'ateneo fiorentino parla con cognizione di causa: è infatti uno degli estensori della carta di Firenze, che riassume le buone pratiche della letteratura scientifica di fronte a neonati fortemente prematuri."

Apprendo che c'è una specie umana che ha delle sottocategorie.
Rimango in attesa di sapere quali sono i requisiti necessari per essere a buon diritto nella specie umana.
Autocoscienza, senso morale e razionalità: non mi sembrano questi gli indici rivelatori di una forma di vita umana.
In ogni caso apprezzo che certi temi vengano affrontati anche con parole forti, senza false ipocrisie.

Non persone o non scienziati?

Sono il (non) papà di una (non) bimba con sindrome di Down che l'illustre scienziato pone quindi nella categoria delle non - persone (anche se la piccola Giulia, parla, balla, canta, va a scuola, ride, piange, ha i suoi ritardi, le sue difficoltà, insomma vive). Non sarà invece che tutti gli esseri umani sono persone, mentre il succitato primario è un non - scienziato?
Francesco Giiovannelli

 
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