ROMA -Corte d’Appello, Sezione prima civile - In ordine alla imprevedibilità di un atto autolesionistico, non può non tenersi conto, che nel caso di specie era pacificamente noto al personale di servizio trattarsi di persona da ricoverare presso il centro di igiene mentale, dunque di malato di mente, che era stato infatti collocato, in barella, dinanzi alla porta dello psichiatra, in attesa di essere visitato; allora, anche se si trattava di soggetto apparentemente calmo e tranquillo, prudenza avrebbe voluto che lo si tenesse sotto maggiore controllo, essendo in ogni caso una persona disturbata di mente, in condizioni ancora tutte da verificare - vista l'accertata necessità di ricovero - non certo da lasciare incustodita come un qualunque alto traumatizzato in forma lieve.

