Immagine testata Gianni Massanzana

La Cassazione riconosce il danno emozionale da errata diagnosi

Cass. civ., 24 gennaio 2007, n. 1511, pres. Vittoria, rel. Marrone

Alla fonte di questa vicenda c’è una diagnosi errata, con la somministrazione di terapie inutili ma non per questo dannose per il paziente, anche perché la terapia sarebbe stata identica anche nel caso di diagnosi corretta.

Le richieste del paziente trovano accoglimento da parte della Cassazione, laddove vengono riconosciute le sue ragioni in ordine al risarcimento del danno non patrimoniale sofferto a causa di una diagnosi sbagliata, che gli aveva arrecato preoccupazioni ed ansie tali da pregiudicare in maniera significativa la serenità del paziente.

Nel risarcire questa voce di danno la Corte richiama la giurisprudenza sul danno esistenziale, anche se il pregiudizio che viene riconosciuto come risarcibile sembra essere casomai più vicino al danno morale, in particolare a quella sua sottocategoria che si può definire come danno emozionale-psicologico e che ha già trovato riconoscimento come tale in una sentenza del Tribunale di Vicenza, che correttamente l’ha inquadrata nel danno morale.

Infatti, benché questa voce di danno venga spesso confusa con il danno esistenziale, sembra invece avere altra natura, non consistendo in una effettiva e concreta alterazione delle sue abitudini di vita e dei suoi assetti relazionali, come nella definizione di danno esistenziale posta dalle Sezioni Unite con la sentenza 6572/2006, ma casomai in una sofferenza psicologica, più o meno prolungata.

Bene! Una diagnosi sbagliata che provoca ansie e turbamenti nel paziente è fonte di danno (mi ricordo un caso recente di persona alla quale venne diagnostica una grave malattia infettiva per errore, in seguito a questo pronunciamento quella persona potrà veder risarcito il disagio sofferto in quei giorni).
Mi sono dilungato sulla qualificazione del danno risarcibile solo per completezza; ciò che qui importa è che, anche se in presenza di una patologia, questa viene diagnosticata come più grave di quello che in realtà è, sussiste un diritto a vedersi risarcito il danno per lo "spavento" che ha suscitato la diagnosi di una malattia più grave.

diagnosi di autismo lieve

all'età di 18 mesi a mia figlia che ora ha 3 anni, è stato fatta diagnosi di DISTURBO GENERALIZATO DELLO SVILUPPO NON MEGLIO SPECIFICATO(pattern b)(spettro autistico).per confermare la diagnosi la bimba ha fatto anche visita oculistica alla ricerca di deficit collegati all' autismo(ambliopia)ma invece è risultata miopia -3 diottrie e astigmatismo-2,5 diottrie.Da quando porta gli occhiali(che non ha più tolto)ci dice e isuoi problemi di relazione si sono sciolti come neve al sole.è stata vista da un'altro specialista che ha fatto tutt'ltra diagnosi molto più favorevole,nessun autismo!ATTENTI GENITORI!

richiesta

Gentile signora sono la mamma di un bambino di tre anni diagnosticato autistico io spero che si siano sbagliati.Mi piacerebbe sapere come si chiama l'ultimo specialista.la ringrazio tanto.in attesa di una sua ristosta le porgo cordiali saluti. il mio indirizzo mail:franco@libero.it

 
© Studio Legale Avv.to Gianni Massanzana - P.IVA 01234560939 - Amministrazione