Al paziente va riconosciuto ''un vero e proprio diritto di non curarsi, anche se tale condotta lo esponga al rischio stesso della vita'' ma il dissenso deve essere inequivoco e informato. E' quanto scrive la Corte di Cassazione mettendo nero su bianco che ''nell'ipotesi di pericolo grave e immediato per la vita del paziente, il dissenso del medesimo debba essere oggetto di manifestazione espressa, inequivoca, attuale, informata''.

